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TrashWare

Perché buttare via i vecchi computer o altro materiale informatico quando, opportunamente rigenerati con pezzi magari di apparecchi diversi, possono essere donati a scuole ed associazioni ?
Un'operazione possibile attraverso il trashware (parola derivante dai termini inglesi trash, spazzatura, ed hardware) che consiste appunto nel recuperare i vecchi pc, le stampanti, gli apparati di rete, mettendo insieme anche pezzi diversi, rendendoli così di nuovo funzionanti.
Ed in particolare cerchiamo di applicare le linee guida dettate dall’art.6 comma 1 del D.Lgs 49/2014 secondo il quale la gestione dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) deve privilegiare le operazioni di riutilizzo e preparazione per il riutilizzo dei RAEE, dei loro componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo in attuazione dei principi di precauzione e prevenzione, al fine di consentire un efficiente utilizzo delle risorse secondo i principi dell'economia circolare.

Anche qui a Tolmezzo i nostri volontari hanno vari laboratori (per ora ognuno presso la propria casa/cantina) dove vengono rigenerati i vecchi apparati informatici.
Ora grazie all'apertura del Magazzino Solidale di Tolmezzo ed alla Caritas ci sarà un luogo dove giovani o famiglie con difficoltà economiche potranno ritirare un computer, un monitor o una stampante per sè o per i propri figli.
Nell'ottica di agevolare lo sviluppo sostenibile, promuovere la cultura del costruire ecologico, del riciclo, dell' uso sostenibile delle risorse.
Parte integrante del trashware è l'installazione di software libero, ad esempio il sistema operativo Gnu/Linux, per portare avanti lo spirito di libertà della iniziativa.
L'associazione rivolge un appello a tutti i cittadini a non relegare in cantina, o magari buttare nei cassonetti della immondizia o addirittura per strada, questi vecchi apparati.
La si può contattare all'indirizzo trashlab.
Un modo per ridurre la quantità di rifiuti e per cercare di colmare il 'digital divide', o divario digitale, donando un computer vecchio ma perfettamente funzionante a chi non può permettersene uno nuovo.

ALTRI GRUPPI IN ITALIA

Questo è quello che anche altre associazioni stanno facendo in tutta l'Italia, qui un esempio di cosa fanno a Cesena.
Il “Progetto Trashware” compie quattro anni e in questo periodo di tempo ha recuperato oltre 700 che sono stati messi a disposizione di scuole, privati e associazioni. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E’ in quest’ottica di recupero, abbattimento dei rifiuti tecnologici, sostegno alle scuole e coinvolgimento dell’università di Informatica, che il progetto “Trashware” ha raggiunto il traguardo del quarto anno e continuerà a esistere grazie al rinnovo della convenzione – sottoscritta giovedì mattina atra il Comune di Cesena, Hera, la sede di Cesena dell’Università di Bologna e l’associazione studentesca “SPRITe” Studenti Polo romagnolo in Informatica e Tecnologie.

Per questo progetto infatti il Comune di Cesena ha deciso di destinare per il 2015 risorse per 10mila euro. Questa volta si è deciso di rinnovare la convenzione per un solo anno, anziché due, perché i soggetti coinvolti hanno deciso di avviare una fase di sperimentazione nell’ambito della quale valutare anche le ormai numerose richieste di pc che stanno arrivando anche da fuori Cesena.

La filosofia che sta alla base del progetto Trashware è il recupero di vecchi computer, di tecnologia obsoleta ma ancora funzionanti. Si procede poi a ricondizionarli, ricorrendo a software liberi (tipo Linux e Mozilla), per poi metterli a disposizione di associazioni, privati, scuole ancora sprovviste di dotazioni informatiche. In pratica aziende e semplici cittadini che vogliono disfarsi di apparecchi ormai vecchi dal punto di vista tecnologico, possono donarli contattando l’associazione che provvederà a ripulire l’hard disk, a installare software per la videoscrittura e la navigazioni in internet e a consegnarli pienamente funzionanti alle scuole che hanno bisogno di questa strumentazione.
La ricezione di materiale informatico è strutturata in due modalità. Per piccole quantità è attivo un servizio di raccolta su appuntamento all’Ex Macello dove i cittadini possono agevolmente arrivare in auto e consegnare un pc. Per grandi quantità di materiale (tipicamente donate da aziende) è invece attivo un servizio di raccolta “in loco”.Il materiale ritirato viene poi accumulato e lavorato nella sede di via Chiaramonti,46. Il processo di ricondizionamento prevede un’iniziale fase di pulizia e test finalizzata a identificare eventuali malfunzionamenti hardware. I componenti non funzionanti vengono sostituiti prelevando parti di altri computer. Il computer riassemblato viene quindi testato nuovamente e poi si procede con l’installazione del sistema operativo. Il software identificato è completamente open source, privo cioè di qualsiasi costo di licenza. Per gli istituti scolastici è inoltre prevista una preparazione ad hoc con l’installazione preventiva di software utilizzati dagli insegnanti.

I NUMERI. Da febbraio 2011 a gennaio 2015 sono cresciuti in maniera esponenziale i contatti ricevuti dall’associazione per avere informazioni sul progetto: da 300 nel 2011, cresciuti ad esempio di 670 unità nell’aprile del 2012; in totale nei 4 anni sono stati 2.079 i contatti ricevuti; 989 le offerte di pc da parte di aziende o privati nei quattro anni (erano 120 nel 2011); 653 le richieste di computer ricondizionati da febbraio 2011 a gennaio 2015 (all’inizio del servizio erano 100).

In crescita anche il numero di pc donati dai cittadini all’associazione: se erano 195 nel settembre del 2011 alla fine dei quattro anni del servizio si è arrivati a 1.180 unità, di cui ben 530 solo nell’ultimo anno e mezzo. I pc ricondizionati che sono stati poi consegnati a scuole e associazioni sono passati dai 138 nel 2011 a 755 totali a gennaio 2015, 332 nel periodo aprile 2013/gennaio 2015.

lug/progetti/magazzino-solidale.txt · Ultima modifica: 2017/05/24 21:58 da filippomadaro